6 Giugno 2026

Terracina mette a gara 86 concessioni balneari: indennizzi riconosciuti con tetto provvisorio di 100.000 € e perizie a carico degli uscenti

Il Comune di Terracina (Lazio) ha pubblicato l'avviso pubblico per l'affidamento di 86 concessioni demaniali marittime a finalità turistico-ricreative del proprio litorale, da assegnare con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. La procedura, avviata in esecuzione della Deliberazione di Giunta Comunale n. 45 del 30 marzo 2026, si svolge ai sensi degli artt. 36 e ss. del Codice della Navigazione.

Categorie

Notizie
27 Aprile 2026

Piani Costieri: Configura il monitoraggio di più aree in 60 secondi

Coste360 introduce un nuovo livello di sintesi nel modulo di monitoraggio della linea di costa. Si tratta dello strumento più avanzato finora disponibile per gli enti locali. Non si osserva più il singolo tratto di litorale in isolamento. Ora un insieme coordinato di aree viene valutato nel tempo secondo criteri definiti dall’amministrazione. Il risultato è un giudizio sintetico di validità, leggibile a colpo d’occhio.

Categorie

Notizie
9 Aprile 2026

Concessioni Balneari Borghetto Santo Spirito: assegnati 19 lotti su 20, ma la concorrenza è quasi assente

Con la Determinazione n. 207 del 9 aprile 2026, il Comune di Borghetto Santo Spirito ha ufficializzato le aggiudicazioni delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative. Su 20 lotti messi a gara, 19 sono stati assegnati. Il dato più significativo, tuttavia, è un altro: nella stragrande maggioranza dei casi, a presentare domanda è stato un solo operatore per lotto.

Categorie

Notizie
18 Marzo 2026

Pietra Ligure avvia le procedure comparative per 41 concessioni demaniali marittime: tutti i lotti, le superfici e le scadenze

Il Comune di Pietra Ligure (Liguria) ha pubblicato il bando di gara per l'affidamento di 41 concessioni demaniali marittime, di cui 39 relative ad attività ad uso turistico-ricreativo (stabilimenti balneari) e 2 asservite ad attività ad uso turistico-ricettivo (hotel). La procedura è gestita dalla Centrale di Committenza "La Pietra" ai sensi dell'art. 4, comma 2, della Legge n. 118 del 5 agosto 2022.

Categorie

Notizie

Nuove regole, vecchie incertezze

Il 2025 rappresenta un anno di svolta (e di tensione) per il sistema delle concessioni balneari in Italia, grazie al nuovo quadro regolatorio sui canoni demaniali turistico-ricreativi, segnato dall’intervento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), da pronunce del TAR e da un recente intervento legislativo.

Il nuovo incremento: +10% dal 1° aprile

Per le concessioni balneari, il MIT ha ufficializzato, dopo correzioni e chiarimenti, un aumento del 10% dei canoni a partire dal 1 aprile 2025, in applicazione dell’art. 4, comma 11, della legge n. 118/2022. L’importo mimino annuo per una concessione turistico-ricreativa sarà di €3.444,87, con un canone di €3.204,53 per il periodo gennaio-marzo e €3.524,98 per il periodo aprile-dicembre.

La circolare MIT del 25 agosto 2025 (prot. n. 8569) ha sciolto i nodi causati dalla precedente nota dell’11 agosto, correggendo gli errori nelle tabelle di calcolo e offrendo ai Comuni e ai concessionari un riferimento certo per la chiusura dei conteggi entro il termine fissato del 15 settembre 2025.

Una progressione di aumenti molto superiore all’inflazione

Il processo di aggiornamento dei canoni, avvenuto di recente ma in continuità con gli anni precedenti, ha messo in luce una crescita cumulata dei costi del 37,95% negli ultimi tre anni, contro un’inflazione totale del 14,8%. La disparità ha generato inquietudine tra i gestori degli stabilimenti, che denunciano una pressione economica insostenibile e chiedono maggiore equità e trasparenza.

Le criticità normative e il ruolo del legislatore

La situazione attuale è il risultato di annullamenti giurisdizionali (TAR Lazio, sentenza n. 13/2025), a causa del passaggio dal vecchio “indice dei prezzi all’ingrosso” a nuovi indici di calcolo ritenuti non conformi alla normativa. Per ristabilire il quadro giuridico, il legislatore è intervenuto con il Decreto-Legge n. 73/2025 (convertito in Legge n. 105/2025), introducendo l’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali e “sanando” il vuoto normativo.

Tale modifica, però, estende retroattivamente il nuovo criterio, generando dubbi di legittimità e prospettive di contenzioso: la retroattività della legge è contraria al principio sancito dalla giurisprudenza costituzionale. Questo apre la strada a conguagli sui canoni degli anni passati e lascia i concessionari in un quadro di calcolo incerto e potenzialmente oneroso.

Un futuro ancora da chiarire

Nonostante la correzione operativa della circolare MIT di fine agosto, rimangono aperte gravi questioni di merito: l’assenza di un decreto ministeriale “cristallizzante”, previsto da L. 118/2022 così come modificata dal D.L. 131/2024 (“Salva Infrazioni”), e il parere negativo del Consiglio di Stato sullo schema di decreto, fermano la piena stabilizzazione delle regole. Le amministrazioni comunali e locali, chiamate a organizzare nuove gare per le concessioni, si trovano così ad affrontare una normativa stratificata, instabile e precaria.

L’evoluzione normativa dei canoni rischia di produrre rigidità e incertezza anche per il 2026, anno chiave per il rinnovo delle concessioni balneari, con le imprese ancora in attesa di risposte organiche sulla sostenibilità economica e giuridica delle nuove regole.