Emergenza coste in Puglia: Il caso Melendugno riaccende il dibattito sui PCC
La vicenda del Comune di Melendugno riaccende il dibattito sui Piani Comunali delle Coste in Puglia. Ecco perché i PCC sono fondamentali per concessioni, tutela ambientale ed erosione costiera.
Data:
28 Febbraio 2026
Melendugno e Piani Comunali delle Coste: perché i PCC sono decisivi per il futuro della costa pugliese
La recente vicenda che ha coinvolto il Comune di Melendugno riporta al centro del dibattito un tema ormai cruciale per il futuro del territorio: la gestione e pianificazione delle aree costiere pugliesi attraverso i Piani Comunali delle Coste (PCC).
In una fase storica in cui erosione costiera, pressione turistica, cambiamenti climatici e crescente domanda di servizi sul demanio marittimo stanno trasformando profondamente gli equilibri del litorale, diventa indispensabile dotarsi di strumenti chiari, aggiornati e trasparenti. Tra questi, il Piano Comunale delle Coste rappresenta uno degli strumenti più importanti per garantire una gestione ordinata, sostenibile e conforme del patrimonio costiero.
Melendugno e la gestione del litorale: un caso emblematico per la costa pugliese
Il territorio di Melendugno comprende alcuni dei tratti più conosciuti e frequentati della costa adriatica pugliese, tra cui Torre dell’Orso, San Foca e Roca Vecchia. Si tratta di località ad altissima attrattività turistica, ma anche di aree particolarmente sensibili sotto il profilo ambientale, paesaggistico e amministrativo.
Proprio per questo, quanto accaduto a Melendugno assume un valore che va oltre il singolo episodio locale: evidenzia infatti la necessità di disporre di regole certe, di una pianificazione costiera aggiornata e di strumenti in grado di disciplinare in maniera efficace:
- le concessioni demaniali marittime
- l’equilibrio tra spiagge libere e aree in concessione
- i servizi turistico-balneari
- la tutela degli ecosistemi costieri
- le strategie di contrasto all’erosione costiera
Il quadro normativo: dal Piano Regionale delle Coste ai Piani Comunali delle Coste
In Puglia, la pianificazione del demanio marittimo trova il proprio riferimento nel Piano Regionale delle Coste (PRC), lo strumento con cui la Regione definisce criteri, indirizzi e parametri per l’utilizzo delle aree costiere.
Il PRC demanda ai Comuni la redazione dei Piani Comunali delle Coste (PCC), strumenti fondamentali per organizzare in modo razionale e trasparente l’uso del litorale. I PCC servono in particolare a:
- individuare le spiagge libere e le aree in concessione
- garantire le percentuali minime di accesso pubblico al mare
- regolamentare stabilimenti balneari, servizi e infrastrutture leggere
- tutelare le zone a maggiore valenza ambientale e paesaggistica
- pianificare misure di difesa costiera e adattamento ai fenomeni erosivi
Il problema è che non tutti i Comuni costieri pugliesi hanno completato, adottato o aggiornato il proprio Piano Comunale delle Coste. Questa situazione genera spesso incertezza amministrativa, rallentamenti decisionali, squilibri territoriali e, in molti casi, un aumento del contenzioso.
Perché i Piani Comunali delle Coste sono oggi indispensabili
La vicenda di Melendugno dimostra con chiarezza come l’assenza di un PCC aggiornato ed efficace possa produrre effetti concreti e immediati sulla gestione del territorio.
Senza una pianificazione costiera chiara, il rischio è quello di assistere a:
- conflitti tra operatori economici
- difficoltà nella gestione delle concessioni demaniali
- aumento di ricorsi amministrativi e contenziosi
- criticità nella tutela degli equilibri ambientali
- minore trasparenza nei procedimenti pubblici
In un contesto delicato come quello della costa pugliese, il Piano Comunale delle Coste non può essere considerato un semplice adempimento tecnico o urbanistico. È, al contrario, uno strumento di governo del territorio che consente di trovare un equilibrio tra sviluppo turistico, interesse pubblico, tutela del paesaggio e resilienza costiera.
Le criticità strutturali della costa pugliese
Il caso Melendugno si inserisce in un quadro più ampio che riguarda l’intera costa della Puglia e, in particolare, molte aree del Salento. Le principali criticità sono ormai note:
- erosione costiera crescente
- forte pressione antropica e turistica
- consumo di suolo e trasformazioni del paesaggio
- frammentazione amministrativa tra enti e competenze
- elevata stagionalità dei flussi turistici
- difficoltà di programmazione a lungo termine
In assenza di una visione integrata, ogni episodio locale rischia di trasformarsi in un precedente problematico, con effetti che si riflettono su investimenti, servizi, gestione del demanio e tutela ambientale.
Piani Costa e cambiamenti climatici: una priorità non più rinviabile
Oggi parlare di Piani Comunali delle Coste significa parlare anche di adattamento climatico. L’innalzamento del livello del mare, l’aumento della frequenza degli eventi estremi e l’accelerazione dei processi erosivi impongono una pianificazione costiera più moderna, capace di integrare dati aggiornati, monitoraggio continuo e scelte basate sull’evidenza.
I PCC dovrebbero quindi evolversi da strumenti prevalentemente amministrativi a veri dispositivi di governo dinamico della costa, capaci di connettere:
- pianificazione demaniale
- protezione ambientale
- gestione del rischio
- accessibilità pubblica
- sostenibilità economica del turismo costiero
La proposta di Coste360 per il futuro della costa pugliese
Alla luce delle criticità emerse, Coste360 ritiene necessario avviare una nuova fase nella gestione del demanio marittimo pugliese, fondata su strumenti tecnici, trasparenza e visione di lungo periodo.
In particolare, è necessario:
- accelerare l’adozione e l’aggiornamento dei Piani Comunali delle Coste in tutti i Comuni costieri pugliesi
- garantire massima trasparenza nelle procedure di concessione
- rafforzare il coordinamento tra Comuni, Regione e altri enti competenti
- integrare i Piani Costa con strumenti di adattamento ai cambiamenti climatici
- coinvolgere in modo strutturato cittadini, operatori economici e associazioni ambientaliste
La gestione del demanio marittimo non può più essere affrontata con logiche emergenziali o con approcci frammentati. Servono invece programmazione, competenze tecniche, dati aggiornati e una strategia capace di accompagnare i territori costieri verso un modello di sviluppo più stabile, equilibrato e sostenibile.
Conclusioni
La vicenda di Melendugno rappresenta un segnale importante per tutta la Puglia costiera. Non si tratta soltanto di un caso amministrativo o locale, ma di un richiamo alla necessità di rafforzare gli strumenti di pianificazione costiera in un contesto sempre più complesso.
I Piani Comunali delle Coste sono oggi essenziali per governare il rapporto tra turismo, ambiente, concessioni, accessibilità pubblica e tutela del paesaggio. Investire nella loro adozione e nel loro aggiornamento significa investire nel futuro della costa pugliese.
Ultimo aggiornamento
28 Febbraio 2026, 19:09
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