Indice di vulnerabilità costiera Puglia

Indice di vulnerabilità costiera della Puglia su celle da 100 m: otto variabili, dati Copernicus e mappa interattiva. Primo risultato di Limen360.

Data:
29 Settembre 2026

Indice di vulnerabilità costiera Puglia

Su Coste360 è consultabile l’Indice di Vulnerabilità Costiera (CVI) della Puglia: 10.528 celle da 100 metri che coprono tutti i circa 900 chilometri di costa regionale. L’indice combina otto variabili ambientali e socioeconomiche in un solo valore tra 0 e 1, cella per cella. È il primo risultato pubblico di Limen360, il progetto realizzato insieme a Spascat Technologies e finanziato dal Copernicus Marine Service National Collaboration Programme.

In questo articolo raccontiamo da dove nasce, come è costruito e come usarlo. Apri la mappa del CVI Puglia.

CVI Puglia

Limen360: un indice oggettivo per chi governa la costa

Limen360 — Monitoring the Dynamic State of the Italian Coastline è un servizio di monitoraggio pensato per le amministrazioni italiane che devono capire, visualizzare e gestire l’evoluzione dei propri litorali. Il nome richiama il limen, la soglia: la linea tra terra e mare che cambia ogni anno.

Il cuore del progetto è un indice normalizzato di vulnerabilità costiera, un punteggio da 0 a 1 per ogni tratto di costa. Serve a tre cose:

  • individuare rapidamente le aree a rischio più alto;
  • seguirne i cambiamenti nel tempo;
  • confrontare tratti diversi con una metrica comune e verificabile.

Il progetto parte dalla Puglia, una delle regioni italiane con la più alta densità di concessioni e di turismo balneare, ma nasce con l’ambizione di coprire l’intero bacino del Mediterraneo. Gli utenti di riferimento sono il Comune di Ugento, che lo usa per le attività legate all’Azione 2.6 del Programma Regionale Puglia 2021-2027 (contrasto all’erosione costiera), e il Comune di Lecce.

Per i comuni è anche uno strumento di rendicontazione: aiuta a documentare la coerenza con la Direttiva Quadro sulle Acque, la Strategia Marina e la direttiva Bolkestein, e a pianificare ripascimenti e infrastrutture turistiche. Fonte: caso d’uso Copernicus Marine

La selezione Copernicus Marine

Limen360 è stato selezionato e finanziato dal Copernicus Marine Service National Collaboration Programme 2022-2028, il programma con cui Mercator Ocean International sostiene servizi nazionali costruiti sui dati marini europei. Il 24 luglio 2025 Copernicus Marine ha annunciato i nuovi progetti di monitoraggio costiero, e Limen360 era tra questi, con un obiettivo preciso: valutare erosione e vulnerabilità delle aree balneari del Leccese. Fonte

A dicembre 2025 il progetto è stato pubblicato come caso d’uso ufficiale del programma, nella categoria del Mar Mediterraneo. Tra i prodotti Copernicus Marine impiegati ci sono le analisi e previsioni di fisica del mare e del moto ondoso per il Mediterraneo.

È un riconoscimento importante: significa che il metodo è stato valutato e validato a livello europeo.

Spascat e Coste360: due competenze, un solo servizio

Limen360 è nato dall’incontro tra due squadre complementari. Spascat Technologies, società spagnola capofila del progetto, ha sviluppato Sorraline, il sistema che estrae la linea di costa dalle immagini satellitari, e ha costruito il dataset dell’indice. Coste360, partner italiano, porta la conoscenza del litorale e del demanio marittimo, il rapporto con i comuni e la piattaforma su cui il dato diventa consultabile.

Limen360 / Consorzio

Il risultato è un dato scientifico europeo che non resta in un catalogo tecnico, ma arriva sulla mappa di chi amministra, progetta o lavora sulla costa.

Come è costruito l’indice

Il CVI è la media aritmetica di otto variabili, ciascuna riportata su una scala da 0 (costa resiliente) a 1 (massima vulnerabilità). Nessun peso arbitrario e nessuna variabile dominante: ogni componente è consultabile separatamente sulla mappa.

La costa è divisa nelle celle MGRS da 100×100 metri che intersecano la linea di riva, estratta da immagini satellitari con Sorraline. Quattro variabili descrivono l’esposizione fisica del litorale, quattro il valore esposto: abitanti, attività, habitat protetti.

VariabileCosa misuraScala usataFonte
GeomorfologiaTipo di costa: falesie resistenti (0,1), spiagge ed estuari vulnerabili (fino a 1)Classi riclassificateEMODnet Geomorphology
Quota del terrenoAltezza del suolo a monte della riva15 m → 0 mCopernicus DEM
Altezza d’onda significativaEnergia del moto ondoso sulla costa1,5 → 4,5 mCopernicus Marine — Sea Waves
Anomalia del livello del mareScostamento dal livello medio di riferimento0,11 → 0,15 mCopernicus Marine — Sea Level
Variabilità della linea di costaSpostamento mediano della riva nell’ultimo anno0 → 12 mSorraline
Uso del suoloValore socioeconomico: da rocce nude (0) a città, porti, aeroporti (1); spiagge a 0,5Classi riclassificateCORINE Land Cover
Densità di popolazioneAbitanti esposti nella cella0 → 1.000 ab/km²GHS-POP — JRC
Stato di conservazioneValore di habitat e specie Natura 2000, pesati per grado A-B-CPunteggio 0-1Natura 2000

Quando in una cella ricadono più classi di uso del suolo o di geomorfologia, si assume la più impattante. Il dato è aggiornato a settembre 2025; trattandosi di variabili strutturali, non sono attese variazioni rapide.

Come leggere il valore. Alcune variabili si oppongono per natura: un tratto densamente abitato è raramente anche un’area protetta intatta. Per questo valori vicini a 1 non si osservano nella realtà, e sopra 0,6 la vulnerabilità va considerata molto elevata. Sulla costa pugliese il valore massimo rilevato è 0,728, la mediana 0,431.

Poiché l’indice è una media semplice, può essere ricalcolato escludendo una o più variabili: un ente che vuole concentrarsi sulla sola esposizione fisica, per esempio, può ottenere una versione su misura.

La nuova pagina: come usarla

La pagina del CVI Puglia mostra l’intera costa regionale colorata dal blu (tratti più resilienti) al rosso (tratti più esposti). L’anteprima pubblica si ferma alla vista d’insieme.

Con la registrazione gratuita la mappa scende fino alla singola cella da 100 metri: si possono consultare tutte e otto le variabili e leggere i valori puntuali di ogni tratto. In pratica, chiunque può cercare la propria spiaggia e capire perché risulta più o meno vulnerabile.

A chi serve:

  • Comuni e Regione: per individuare le priorità di intervento, orientare i piani delle coste e documentare le scelte con un dato oggettivo.
  • Tecnici e professionisti: come base per relazioni, progetti di difesa costiera e studi a supporto delle domande di concessione.
  • Concessionari balneari: per conoscere l’esposizione del proprio tratto, un’informazione sempre più rilevante in vista delle procedure di affidamento.
  • Cittadini, ricercatori e giornalisti: per leggere lo stato della costa pugliese con un metodo trasparente e verificabile.

Prossimi passi

La Puglia è il primo rilascio. Stiamo già lavorando all’estensione dell’Indice di Vulnerabilità Costiera all’intera costa italiana, con lo stesso metodo e la stessa griglia da 100 metri.

In parallelo, il CVI si affianca al monitoraggio della linea di costa già attivo per i comuni: uno dice dove la riva si sta muovendo, l’altro quanto quel tratto è esposto. Insieme offrono alle amministrazioni un quadro completo per decidere dove intervenire prima.

Crediti

Indice elaborato nel 2026 da Spascat Technologies S.L. nell’ambito del consorzio Limen360, con il finanziamento del Copernicus Marine Service National Collaboration Programme 2022-2028, gestito da Mercator Ocean International. Visualizzazione e piattaforma a cura di Coste360 S.r.l.

Fonti consultate

Ultimo aggiornamento

29 Settembre 2026, 11:47

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